17.7.1931 – 29.1.2020


Figlio unico di Giuseppe Buscaglia (1900-1979), detto Pinéin, contadino e muratore, e di Elena Buscaglia (1900-1931), della famiglia dei Tiéla.

La madre è venuta a mancare dopo pochi giorni dalla sua nascita a causa di un’infezione post-parto.

Domenico ha sempre vissuto a Cegni con il padre, lo zio Andrea Buscaglia (1902-1988), detto il Brusco, fratello del padre, e la moglie di Andrea, Fiorentina Albertazzi (1902-1985), oltre che con la nonna paterna Giovannina, la quale si è presa cura di lui fin da piccolo.

A 18 mesi sviluppa un difetto permanente ad un piede per poliomielite e rimane claudicante. Nonostante questo, ha sempre contribuito ai lavori della campagna a supporto della famiglia.

Fin da giovane ha appreso il mestiere di sarto da Angelo Toccalini, con cui ha condiviso l’attività per circa 20 anni. Nel dopo guerra, l’attività di sarto si è molto sviluppata anche grazie alla richiesta di vestiti e cappotti per chi andava a lavorare in città e di abiti da sposi, sia maschili che femminili.

Da Angelo ha anche appreso il mestiere di parrucchiere. Per diversi anni ha alternato il lavoro nei campi con i mestieri di sarto e parrucchiere.

Quando Angelo è venuto a mancare, ha svolto l’attività di sarto prima in una stanza ricavata in casa e poi negli anni ‘70 in uno spazio adibito a bottega ricavato da un fienile, ora al numero civico 5/B di Cegni.

Venuto a mancare il padre, ha accudito gli zii conviventi Fiorentina e Andrea, affetto da disturbo psichico, con pazienza e dedizione.

Rimasto solo all’età di 57 anni e libero dagli impegni di accudimento dei famigliari, lascia l’abitazione di famiglia per trasferirsi al civico 5/B, ristrutturato ad abitazione e sartoria, che diviene presto un luogo di ritrovo quotidiano per tutti gli amici del paese, sia d’inverno che d’estate. Domenico, dotato di grande memoria e sempre attento, arguto e rispettoso di tutti i punti di vista, partecipava alle discussioni che si animavano in sartoria senza smettere un attimo di lavorare.

Ha continuato l’attività di sarto anche oltre l’età di 80 anni, accudito dalla badante Orysya detta Laura, con cui conviveva. Come nei decenni precedenti, fino agli ultimi giorni, la sua casa è sempre rimasta un punto di ritrovo quotidiano per i molti amici che lo circondavano.

Domenico Buscaglia nella sua sartoria al civico 5/B di Cegni, anno 2007. Foto di Gino Giacobone.